• maggie8324

Genitorialità consapevole

Aggiornamento: 24 mag 2020


Esiste un corso pre-matrimoniale, un corso pre-parto… E un corso pre-genitori? No! Incontri sulla genitorialità dovrebbero essere diffusi e accessibili a tutti.


Quante sono le coppie che, presa la decisione di divenire genitori, si interrogano sulle stile educativo che adotteranno? Quali principi seguire nell’educazione e nella crescita del bambino? Quali valori gli si trasmetterà? E qual è la strategia più efficace? Quali mezzi educativi si ritengono utili e validi?

Ci si interroga mai sul proprio vissuto per capire quali dinamiche potranno influenzare il rapporto educativo ed affettivo?


Sembra ossessione, retorica, teoria….Strategia tipica di chi organizza in modo rigido e ossessivo la propria vita, stabilendo rigorosi step, passaggi, “doveri”, principi e limitando al massimo incertezze e imprevisti.


Tutto ciò però spesso emerge quando ci si trova di fronte a difficoltà (situazioni che non si sa come gestire) o di fronte ad incongruenze (e litigi) nella “visione” educativa con l’altro genitore. A fare le spese di tale “impreparazione” sono ovviamente i figli, che diventano il “premio” delle partite tra le diverse visione dei genitori. Il genitore con più potere farà prevalere la sua idea, lasciando all’altro genitore piccoli “premi di consolazione” ; l’accondiscendenza di chi ha perso la partita però non muterà le sue idee e convinzioni che adotterà in modo spontaneo in ogni occasione che glielo consente.

Stili educativi confusivi e incoerenti confondo il bambino, che diventa sempre più “difficile da gestire”, minano la complicità tra i genitori, che litigano sempre più spesso, creando una spirale che disgrega poco per volta la stabilità familiare.


Si può facilmente obiettare che nessun “corso” prepara ad essere genitori e che ciò si impara solo mettendosi alla prova. Può sembrare superfluo e aleatorio discutere di problemi educativi prima ancora di divenire genitori: “teorie inutili una volta che si è nel vivo della situazione”. Tutto ciò è in parte vero.


Non si tratta, però, di “prepararsi” a diventare genitori, ma di intraprendere un percorso di “confronto” all’interno di uno spazio delimitato e protetto, finalizzato ad aumentare la consapevolezza di sé e dell’altro, a creare comprensione e “accordi” per evitare di intraprendere una partita senza conoscere il “gioco” a cui si sta partecipando; una partita in cui tutti gli attori coinvolti, coppia, figli, mamma e papà ne escono perdenti.


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