• maggie8324

L'UOMO CHE SCAMBIO' SU MOGLIE PER UN CAPPELLO-Oliver Sacks


Questo testo è una raccolta di casi clinici incontrati da Sacks nella sua carriera di neurologo.


Sacks unisce efficacemente descrizioni di sintomi, effetti e piccole nozioni di neurologia con il vissuto soggettivo dei pazienti. Si percepisce un Sacks sensibile, empatico, attento alla particolarità e originalità di ogni persona che coglie e descrive nella sua totalità.

L’impressione avuta leggendo le pagine è quella di passare davanti a piccole finestrelle dalle quali è possibile osservare pezzetti di vita di soggetti colpiti dalle più svariate compromissioni neurologiche.


Ma come ricorda l’autore nella prime pagine “Ad attrarre il mio interesse non sono stati tanto i deficit, quanto le turbe neurologiche che colpiscono il sé […..] e una malattia non è mai semplicemente una perdita od un eccesso, c’è sempre una reazione da parte dell’organismo o dell’individuo, volta a ristabilire, sostituire, compensare o conservare la propria identità, per strani che possano essere i mezzi utilizzati. E lo studio di questi mezzi, è compito fondamentale nel nostro compito di medici”.


Il libro è suddiviso in quattro capitoli e raggruppa i deficit in base ad alcune caratteristiche comuni che chiama perdite, eccessi, trasporti, il mondo dei semplici.

Nonostante il testo originale sia del 1985 (anni in cui la neurologia era alla ricerca di una validazione scientifica) e oggi, le patologie da lui incontrate siano ampiamente documentate e descritte, è un libro che vale comunque la pena di leggere sia per gli “addetti ai lavori” che per i profani. La sua lettura è senza dubbio un arricchimento per la particolarità dei casi descritti e per la capacità dell’autore di narrare storie di vita e non solo mere descrizioni di patologie.


Cosa portarsi dietro dopo lettura di questo testo?

Uno sguardo attento, focalizzato sulle risorse, sensibile, rispettoso, pronto a cogliere l’altro nella sua totalità e unicità; sguardo “colto e consapevole” a cui tutti dovremmo aspirare quando entriamo in relazione con l’altro.

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